Responsabilità del medico se manca il consenso informato, anche in caso di successo dell’intervento. (Cass. civ. Sez. III, 12/06/2015, n. 12205)

21 Agosto 2015

La circostanza che l’intervento medico non preceduto dall’acquisizione del consenso informato da parte del paziente si sia poi rilevato risolutivo della patologia di cui era affetto il medesimo non è idonea di per sé ad eliminare i danni cagionati al paziente per non avere espresso il proprio consenso, considerato che il beneficio tratto dall’esecuzione dell’intervento non può compensare la perdita della possibilità di eseguirne uno meno demolitorio e nemmeno uno che, se eseguito da altri, avrebbe potuto provocare meno sofferenza. Altresì, quantunque l’intervento effettuato risultasse l’unico possibile, tanto che seppure eseguito altrove o successivamente, esso avrebbe avuto identica consistenza ed identici effetti, la verificazione del beneficio derivante dalla sua esecuzione non potrebbe comunque compensare almeno la perdita della possibilità per il paziente di non sottoporsi all’intervento de quo, essendo tale possibilità appunto garantita e preservata dal diritto al consenso informato.