Fa riflettere il caso dei medici che si rifiutano di fare ulteriori esami e rinchiudono in psichiatria un 12enne

15 Ottobre 2015

Monza – Un dodicenne viene salvato grazie alla tenacia della madre che non si è rassegnata alla diagnosi dei medici per i quali senza dubbi quel bambino era affetto da schizofrenia e per questo lo hanno ricoverano per 17 giorni nel reparto di psichiatria dell’Ospedale San Gerardo di Monza.

La donna, ricercatrice e scienziata, ma non nel campo medico, ha studiato tutta la letteratura medica partendo dai sintomi di suo figlio e dopo qualche giorno ha avuto la risposta, il bimbo soffre della sindrome di ‘Pandas’, un acronimo che sta per Disturbi neuropsichiatrici infantili autoimmuni associati a infezioni da streptococco.

I medici avrebbero potuto scoprire con un semplice tampone faringeo, del costo di sole nove euro, che la causa dei sintomi (angoscia e disturbi ossessivo-compulsivi, come la mania di lavarsi continuamente le mani manifestatisi all’improvviso dopo una faringite) è un batterio curabile con un normale antibiotico.

Il rifiuto da parte dei medici dell’Ospedale San Gerardo di Monza di effettuare il tampone dopo la scoperta della madre perché non convinti che un batterio potesse provocare quei danni, non solo stupisce per la sua ottusità, ma indigna anche perché troppe volte la sanità ignora le esigenze dei malati. In questo caso il bambino è stato salvato, ma quanti casi simili sono finiti molto peggio? E per quei genitori che non hanno gli strumenti culturali o economici per approfondire ed eventualmente smentire i medici che sbagliano?

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