L’ente ospedaliero risponde di danni per fatto del medico ex art. 1228 cc. Il medico risponde anche per imprudenza e imperizia (sent. n. 1000/2015, Tribunale di Trapani)

23 Ottobre 2015

sent. 1000-15

Dott. Antonino Miceli – Il Tribunale di Trapani, con la sentenza n. 1000/2015, affronta i tre temi “pilastro” della responsabilità da malpractice medica, quali: l’onere della prova, la diligenza richiesta e la responsabilità del nosocomio per fatto del medico dipendente.

Il paziente deve provare la sussistenza del nesso di causalità tra fatto e danno/i subiti, il contratto di spedalità con la struttura ospitante e l’inadempimento del medico o della struttura sanitaria.

Il medico, al contrario, deve provare che la prestazione è stata conforme a diligenza o che è sopravvenuto un evento imprevisto ed inevitabile.

Inoltre, la diligenza del medico è specifica ex art. 1176 comma secondo c.c., per cui secondo il Tribunale il medico, in via contrattuale, risponde anche per imprudenza e imperizia non solo per i “casi implicanti la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà”.

L’ente ospedaliero risponde dei danni cagionati dal medico perché con il contratto di spedalità assume l’obbligo di protezione verso il paziente dietro il pagamento di un corrispettivo.

Pertanto, il Tribunale di Trapani, rigettando le difese e le eccezioni di controparte, condanna al risarcimento del danno biologico, morale ed esistenziale l’ASP di Trapani ex art. 1228 c.c. e i medici ex artt. 1176 e 1218 c.c. in favore del paziente M.F., rappresentato e difeso dall’avv. Giovanni Angelo del foro di Trapani.
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