Campania – La malasanità pagata a caro prezzo…

27 Ottobre 2015

Avellino – I peggiori  ospedali italiani sono in Campania. Questo è quanto emerso da un’indagine effettuata dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari).

 In particolare i dati mostrano chiaramente che nelle nostre zone i parti, soprattutto nelle cliniche private, sono quasi tutti cesarei. Logicamente in questo caso non si tratta solo di  competenza, ma di questioni economiche, visto che tramite il cesareo si reperiscono fondi.

 La classifica stilata ha però tenuto conto anche dell’indice di mortalità a 30 giorni dopo il bypass aortocoronarico. La maglia nera va sempre al Meridione, che però mantiene una percentuale inferiore al dieci.  Un altro indicatore preso in considerazione è stato quello degli interventi chirurgici al femore, eseguiti entro due giorni dall’evento traumatico. Il primato, naturalmente, come sempre al Nord.

 Bene il Sud, invece, per quanto riguarda l’asportazione della colecisti, che è diventato ormai un intervento non invasivo. Insomma, la Campania non eccelle nell’ambito della sanità e non solo, questi disservizi li fa pagare anche a caro prezzo.  Tutto ciò è frutto delle passate amministrazioni regionali che hanno lasciato in eredità questo disastro. Per far fronte alla crisi economica sono stati istituiti i tetti massimi di spesa, eliminando, nel momento in cui finiscono le risorse a disposizione, la gratuità per alcuni servizi essenziali per la popolazione.

 Questo accadeva ogni anno, da ottobre fino a dicembre. Nel 2015 l’ attuale governatore Vincenzo De Luca è riuscito a garantire solo le medicine per i malati di Sla e per i diabetici. Il resto tutto a pagamento: analisi, radiografie, prestazioni cardiologiche. Nemmeno i malati oncologici possono usufruire dell’esenzione.

 Notizia che ha dell’incredibile, confermata dalla lettera scritta Francesca, la 24enne napoletana malata di cancro, al presidente De Luca, in cui gli racconta il suo calvario. “Il quadro completo delle analisi del  sangue costa intorno ai 250 euro”, dice la ragazza.  Lei come tante altre persone non devono solo combattere la battaglia contro la malattia, ma anche contro un servizio sanitario fermo al  palo da tempo.

Una situazione già precaria e logorante che si va ad aggravare ulteriormente. La nostra testa è satura di storie al limite dell’inverosimile. Molte di queste sono arrivate proprio dal Pronto Soccorso del Moscati di Avellino, perennemente affollato per mancanza di posti letti. In realtà ci sono, eccome,  ma non possono essere utilizzati perché lo Stato ne finanzia  solo un numero limitato. Per non parlare delle visite mediche, per cui bisogna aspettare mesi e mesi. E dell’assistenza domiciliare per gli anziani e i malati di cancro che non esiste più.

 Il governatore della Campania ha voluto incontrare Francesca per mostrarle la sua solidarietà e ha avviato le procedure per verificare la copertura finanziaria per questo tipo di patologie, definendo il tutto “una vergogna assoluta”. Le ultime notizie a riguardo non sono, però, molto confortati. Urge trovare al più presto le risorse finanziarie, se questa è una “vergogna” va fermata, a tutti i costi.

Se  venivano effettuati in passato maggiori controlli e quindi, non veniva fatta passare così facilmente l’assistenza gratuita a chi non aveva bisogno, molto probabilmente oggi non saremo a questo punto.

di Cataldo Daniela