Cinque mesi per un’ecocardiografia, tempi record nelle strutture pubbliche

3 Novembre 2015

Code ospedali

Gaeta – “La definitiva distruzione del sistema sanitario pubblico sul nostro territorio, che da tempo denunciamo nell’indifferenza generalizzata di gran parte del mondo politico e dell’Amministrazione comunale, è ormai giunta ad uno stadio avanzatissimo. Lo testimonia quanto accaduto ad una cittadina gaetana di circa 60 anni, la quale ci ha coinvolto nella propria vicenda a dir poco vergognosa”.

Lo denuncia il Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta.

“La donna affetta da una grave disfunzione tiroidea – raccontano – ha avuto urgente bisogno di un’ecocardiografia, esame comune ed un tempo disponibile presso numerose strutture in tempi ragionevoli. Malgrado il nostro supporto attivo e la certificazione medica in possesso della donna abbiamo accertato con lei che presso alcune strutture dotate dell’apparecchiatura necessaria, quali ad esempio il vicino nosocomio di Fondi, l’esame non viene più eseguito se non in caso di ricoveri, per carenza di personale. In altre strutture quali il “Dono svizzero” di Formia ed il “Goretti” di Latina per lo stesso accertamento si prevedono tempi superiori ai 5 mesi, inaccettabili per situazioni tanto urgenti.

In sostanza l’unico modo per ottenere l’esame menzionato nei tempi richiesti è rivolgersi ad una struttura privata pagando 120 euro, somma di cui la donna, attualmente in stato di indigenza, non disponeva. La stessa paziente ha potuto infatti effettuare l’esame di cui aveva bisogno solo grazie ad un intervento di solidarietà nei suoi riguardi.

La sorte di non potersi curare, se non ci si può permettere di sborsare soldi al privato di turno, è ormai regola per i cittadini di Gaeta che disponevano di una struttura ospedaliera di tutto rispetto ormai quasi completamente smantellata e per i residenti dell’intero circondario.

Abbiamo approfondito le nostre ricerche apprendendo che nell’ambito della provincia e addirittura in gran parte della Regione l’attesa di 5 mesi non è un’eccezione ma  per importanti accertamenti quali endoscopie, ecodoppler color, visite ortopediche, oculistiche, dermatologiche, etc… i tempi di attesa previsti possono superare abbondantemente un anno.

Intanto si continua nel tentativo patetico di buttare fumo negli occhi ai cittadini parlando di “case della salute” e presentando tali strutture come risoluzione futura di ogni problema mentre queste ultime, già esistenti da tempo in comuni quali Sezze, altro non sono che grandi ambulatori medici e non possono certo sostituire la funzionalità di una struttura ospedaliera. Si distrugge un sistema un tempo efficiente e gratuito per favorire il profitto dei privati, mentre sul pubblico si scaricherà sempre più solo il peso degli interventi più costosi e meno remunerativi, quali le urgenze.

Il disegno in atto è chiaro e ampiamente condiviso da Centrodestra e Centrosinistra. Ha solide fondamenta negli accordi europei quali il Trattato di Lisbona, che prevedono la privatizzazione dei servizi e l’abbattimento dello stato sociale. Questo disegno scellerato trova oggi nel Partito Democratico e nei suoi alleati i principali esecutori ad ogni livello, lungo una filiera  che parte dal governo nazionale passando  dalla Regione Lazio, fino al governo della provincia ed alle amministrazioni comunali di opposti schieramenti. L’ennesima controriforma in atto del Governo Renzi contro il sistema sanitario nazionale non è che l’ultimo e più duro attacco che moltiplicherà disavventure quali quella vissuta  dalla nostra concittadina.

Alla luce di quanto esposto il Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta aderisce ed invita i cittadini a partecipare al corteo indetto dal Sindacato USB a Formia per il diritto alla salute, al lavoro e alla casa che si radunerà venerdì 6 Novembre alle 17:30 nei pressi dell’ospedale “Dono Svizzero”.

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