Approvata la nuova riforma della sanità toscana: ecco cosa cambia

21 Dicembre 2015

Il provvedimento punta a una semplificazione del modello organizzativo ora incentrato sulle aree vaste e che prevede la riduzione a 3 sole Asl

Riforma 2

FIRENZE. È legge la nuova riforma della sanità toscana, approvata la scorsa notte a maggioranza al termine di una seduta fiume del Consiglio regionale proseguita a oltranza per 5 giorni consecutivi. Il provvedimento, che porta a compimento il percorso di riordino sanitario avviato da una prima legge approvata a primavera, al termine della legislatura, punta a una semplificazione del modello organizzativo ora incentrato sulle aree vaste.

Tra i punti cardine c’è infatti l’accorpamento delle dodici aziende sanitarie locali in sole tre aziende, una per ciascuna area vasta (azienda Usl centro, azienda Usl Toscana Nord Ovest, azienda Usl Toscana Sud Est). Il provvedimento cancella la precedente legge e rende così più difficile lo svolgimento del referendum abrogativo per il quale erano state raccolte 55 mila firme

Dal 1° gennaio, dunque, le 12 Asl diventano 3, sparisce l’esercito di direttori generali, commissari, sub commissari con relativi stipendi. Si riorganizzano i servizi su base territoriale, attraverso le zone distretto e la medicina generale assumerà un peso maggiore nelle scelte. È questa, in sintesi, la sostanza della riforma sanitaria. Si tratta di una legge priva di 56 articoli che svecchiano anche tutti gli organismi e le strutture «di contorno» alla sanità toscana, dal Consiglio sanitario regionale alla commissione terapeutica. La riforma di questi organismi è rimandata a gennaio.

LE TRE NUOVE ASL.

  • Nord Ovest: ingloba le ex Asl di Massa, Versilia, Lucca, Pisa e Livorno;
  • Centro: ingloba le ex Asl di Pistoia, Prato, Empoli, Firenze;
  • Sud Est: ingloba le ex Asl Arezzo, Siena e Grosseto.

25 ZONE DISTRETTO. Le tre maxi Asl saranno organizzate per zone distretto. Oggi esistono 32 zone distretto in Toscana: entro 6 mesi dall’approvazione della legge verranno ridefiniti i confini e il numero di queste zone su proposta dei sindaci. Si prevede che le nuove zone distretto, dopo gli accorpamenti, diventino 25. L’Elba resterà una zona distretto indipendente.

COMPITI ZONE DISTRETTO.  Le zone distretto avranno rapporti con i medici di medicina generale, con le Rsa, le case di riposo, gli ospedali di comunità, le farmacie; si occuperanno di servizi per anziani, disabili, non autosufficienza, ambulatori, laboratori analisi decentrati, servizi socio-sanitari, sert e così via

I NUOVI DIRIGENTI. Ogni Asl avrà 1 direttore generale, un direttore sanitario, un direttore amministrativo e per la prima volta, un direttore dei servizi socio-sanitari (che avrà rapporti anche con i Comuni) e un direttore della rete ospedaliera. In più è previsto un direttore per ogni zona distretto istituito che avrà il compito di definire le politiche di sanità territoriale e un direttore per ciascun presidio ospedaliero

MEDICI DI FAMIGLIA: Nasce il dipartimento della medicina generale. Si tratta di un organismo composto dai referenti delle Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali nelle quali già oggi sono organizzati i medici di famiglia. Ogni Asl consulterà questo organismo per interventi e decisioni da adottare a livello territoriale. Il dipartimento servirà soprattutto per fare da filtro prima dei ricoveri e per garantire l’assistenza dopo le dimissioni dall’ospedale

DIPARTIMENTO INFERMIERISTICO-OSTETRICO. L’altro dipartimento nel quale investe la Regione per migliorare la qualità dell’assistenza ai pazienti