Muore un’altra donna incinta: ispettori anche in Veneto

4 Gennaio 2016

incinta

Provvedimento urgente del ministro della Salute Lorenzin. Controlli anche negli ospedali di Bassano e San Bonifacio

BRESCIA. «È una tragedia nella tragedia. In poche ore ho perso una bimba e una mamma speciali». Roberto Coppini è un padre e un marito distrutto dal dolore. Sua moglie Giovanna Lazzari è morta all’ottavo mese di gravidanza e con lei anche il feto che aveva in grembo. È accaduto agli Spedali civili di Brescia dove la donna è arrivata nella serata di mercoledì.

Si tratta dell’ennesima morte di una donna incinta: il quinto caso nazionale nel giro di pochi giorni. E per verificare eventuali errori nelle procedure il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – che aveva già mandato gli ispettori a Torino, dove è deceduta una donna al nono mese, con la figlia – ha disposto l’invio dell’apposita task force ministeriale, oltre che nell’ospedale di Brescia, anche in quelli di Bassano del Grappa e San Bonifacio (Verona), dove nei giorni scorsi hanno perso la vita altre due puerpere: Marta Lazzarin e Anna Massignan. La quinta donna morta, ma in casa, è una ragazza di Foggia al nono mese di gravidanza: i medici dell’ospedale hanno potuto solo estrarre la figlia, viva, con un cesareo post-mortem.

La task force dovrà accertare se a determinare i decessi abbiano contribuito difetti organizzativi e se siano state rispettate tutte le procedure previste a garanzia della qualità e sicurezza delle cure. Ma con l’invio degli ispettori negli ospedali il ministro Lorenzin intende avviare anche una verifica sull’efficacia delle linee guida sulle donne in gravidanza. Fra l’altro, due delle vittime di questi giorni sarebbero state obese e quindi con maggiori rischi di complicanze.

«Aveva la febbre alta, ma quando siamo arrivati la situazione sembrava normale, poi nella notte è successo qualcosa che devo ancora capire», ha spiegato Roberto Coppini, il marito della donna morta a Brescia, con le lacrime agli occhi. «Giovanna mi ha mandato un sms nel cuore della notte dicendomi che aveva dolori fortissimi e che non percepiva attenzione da parte dei medici», ha aggiunto il marito della donna, già madre di altri due bambini di un anno e mezzo e di quattro. Gli sms e i messaggi vocali sono già stati acquisiti dalla Procura di Brescia alla quale il marito della 30enne bresciana ha presentato un esposto, mentre un’altra denuncia è stata fatta a Firenze da una coppia convinta che il loro bambino sia nato morto (il fatto risale ad agosto) perché troppo a lungo si è atteso per il parto indotto dato che il feto pesava già 3,6 chili.

La Procura di Brescia, che ha sequestrato la cartella clinica di Lazzari, ha disposto l’autopsia eseguita in mattinata:. sarebbe stato il distacco totale della placenta e una conseguente emorragia ad aver provocato la morte. «La paziente è stata gestita nel miglior modo possibile. Abbiamo fatto tutto ciò che si poteva», ha assicurato Ezio Belleri, direttore generale degli Spedali Civili di Brescia.