Danni e traumi da parto

7 Gennaio 2016

Danni da parto

Il parto è un momento molto delicato nella vita di una madre e sebbene sia un fatto del tutto naturale è sempre possibile che vi siano danni e traumi da parto. 

Le statistiche dicono che ogni 1000 bambini nati, vi siano da 2 a 7 casi di trauma e danni da parto. In alcuni casi non è possibile prevedere tale sviluppo, ma in altri può essere individuato un vero e proprio errore medico che mette a repentaglio la vita della madre e del nascituro.

Tra i casi di trauma da parto prevedibile ci sono ad esempio quelli dovuti a macrosomia, che si verifica quando il feto pesa più di 4 kg, trattasi di macrosomia di grave entità se il feto supera i 4,5 kg. Il neonato macrosomico non ha alcuna patologia, ma il parto naturale può essere traumatico per madre e nascituro fino a mettere a repentaglio la vita di entrambi. 
Se in passato era impossibile verificare il peso prima della nascita, ora vi sono strumenti in grado di ipotizzare con sufficiente precisione il possibile peso e quindi evitare il parto naturale in caso di macrosomia. 

Non solo questo il danno o trauma da parto riportabile, perché frequente è anche il caso di trauma dovuto all’uso del forcipe. Possono generare traumi anche il travaglio prolungato o la sproporzione cefalo-pelvica. In quest’ultimo caso le pareti delle pelvi della madre non sono adatte ad un parto vaginale e quindi è consigliato un cesareo.

Un altro caso frequente è rappresentato dalla frattura della clavicola del neonato dovuta alla difficoltà di estrazione della spalla del neonato.

Questi sono solo alcuni dei casi in cui si possono verificare danni e traumi da parto, in tale evenienza se si ritiene di aver subito un danno risarcibile in quanto dovuto ad errore medico, è necessario rivolgersi a specialisti in materia medica e legale per ottenere il giusto supporto. 

Per ottenere il risarcimento del danno è necessario presentare una perizia medico legale, effettuata da un medico-legale specializzato in malasanità, dalla quale si possano evincere, anche con il supporto di esami strumentali, i danni che il neonato o la madre hanno riportato in seguito al parto. 

Se il parto è gestito dal professionista che ha seguito l’intera gravidanza può parlarsi di responsabilità contrattuale e di conseguenza la parte offesa, i genitori in caso di danni al neonato, devono provare semplicemente il danno tramite perizia e il rapporto contrattuale, spetterà poi al professionista dimostrare che l’evento si è prodotto senza colpa, imperizia o negligenza e che lo stesso non era evitabile. 

Anche in questo caso oltre al risarcimento per il danno patrimoniale subito, ad esempio quello relativo alle cure alle quali deve essere sottoposto il neonato, oppure il costo relativo alla degenza presso strutture specializzate, è possibile ottenere anche il risarcimento del danno non patrimoniale, dipendente ad esempio da un’invalidità permanente o temporanea del neonato o della madre. 

Il punteggio di invalidità deve essere desunto dalla perizia medico legale e in base allo stesso può essere quantificato il risarcimento del danno. Infine, anche nei casi di danni o traumi da parto è configurabile l’ipotesi di danno esistenziale, cioè il patema d’animo subito dalla madre e dal padre a causa dei danni prodotti al nascituro.

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