Due morti per due presunti casi di malasanità, indaga la Procura

7 Gennaio 2016

Dopo il sequestro delle cartelle mediche saranno i magistrati a fare chiarezza sul decesso di due donne, una ricoverata a Villa Sofia per dei calcoli alla colecisti e l’altra al Civico, seguita per mesi dai medici per una terapia anticoagulante e morta per una trombosi

Villa Sofia

Dimessa due volte dall’ospedale e morta otto giorni dopo l’ultima visita. Un presunto caso di malasanità potrebbe colpire il pronto soccorso di Villa Sofia, dove era stata visitata Carmela Tomaselli, 41 anni, deceduta ieri in casa propria. I sanitari del 118, arrivati nella sua abitazione allo Zen, l’hanno trovata già morta, forse a causa di un’emorragia allo stomaco. Secondo i familiari della vittima i medici potrebbero aver sottovalutato il problema, dimettendola per ben due volte. Diversa la versione fornita dalla struttura ospedaliera. A fare chiarezza sarà la Procura che sul caso ha aperto un’indagine, così come per un episodio analogo che riguarda la morte di una 49enne per trombosi, ricoverata più volte all’ospedale Civico.

VILLA SOFIA – Carmela Tomaselli, dopo aver accusato forti dolori allo stomaco, era andata lo scorso 21 dicembre al pronto soccorso di Villa Sofia per due volte: la prima alle 18, poi alle 2 di notte. “Oltre agli esami ematoclinici le è stata fatta un’ecografia all’addome, al termine della quale – spiegano dall’ospedale – le erano stati diagnosticati dei calcoli alla colecisti. Nello stesso giorno le sono stati fatti degli esami di sangue, al termine dei quali la paziente ha rifiutato di restare sotto osservazione”. La donna, poi, è tornata in ospedale per lo stesso problema otto giorni dopo, il 29 dicembre. “Solo in questo caso – aggiungono da Villa Sofia – è stata dimessa dai nostri medici che, dopo tac, ecografia, esami del sangue e visita chirurgica, hanno giudicato positivamente il suo quadro clinico, rinviandola ad una visita dal suo medico curante”. Per i familiari, invece, la donna sarebbe stata dimessa in tutte e tre le occasioni dal personale medico. Dopo il sequestro delle cartelle cliniche da parte dei carabinieri, sarà l’indagine della Procura a stabilire cosa sia successo e quali responsabilità possano essere attribuite all’ospedale.

CIVICO – Ai magistrati toccherà fare luce anche su un altro presunto caso di malasanità per la morte di una 49enne di cui non si conoscono le generalità. L’ipotesi di reato di cui si fa cenno nel fascicolo, al momento a carico di ignoti, è quello di omicidio colposo. La vittima era in cura da mesi al Civico, dove era stata ricoverata più volte e sottoposta a una terapia anticoagulante. Nei giorni scorsi era tornata in ospedale per alcuni esami di routine che, secondo quanto già ricostruito dagli investigatori, avrebbero dato esito negativo. Ieri la donna si è sentita nuovamente male, tornando al Civico e venendo dimessa – ha spiegato il marito – dopo le rassicurazioni dei medici che l’avrebbero invitata a tornare a casa. Una versione dei fatti che non coinciderebbe con quella del personale sanitario e che sarebbe documentata anche nella cartella sequestrata. Intanto il pm Carlo Manzella, titolare dell’indagine, ha disposto l’autopsia sul corpo della 47enne.