Riscontrate “criticità” in tre dei quattro ospedali dove a dicembre sono morte quattro donne

12 Gennaio 2016

La task force del ministero della Salute ha evidenziato lacune cliniche e organizzative. “Assolto”, invece, l’ospedale S.Anna di Torino.

Anomalie

Sono state riscontrate “criticità” in tre ospedali su quattro tra quelli dove a dicembre sono morte quattro donne in gravidanza. E’ quanto emerge dalla relazione preliminare della task force di ispettori del ministero della Salute. Lacune organizzative, cliniche e nella gestione dell’emergenza sono emerse negli ospedali di Brescia, Bassano Del Grappa e San Bonifacio (Verona). “Assolto”, invece, l’ospedale S.Anna di Torino.
In particolare, secondo la relazione, “al S. Anna di Torino, la gestione del caso della signora Angela Nesta e della piccola Elisa non sembra presentare, allo stato attuale delle conoscenze, elementi di inappropriatezza, relativamente alla gestione della complicanza, repentinamente occorsa, e che ha portato al decesso della signora e della neonata: pare infatti siano stati attuati tutti gli accertamenti necessari e tutte le manovre di emergenza sia per la rianimazione materna, sia neonatale”.

La relazione degli ispettori sottolinea comunque la necessità che siano resi disponibili protocolli diagnostico-terapeutici assistenziali per la selezione delle donne da avviare al parto indotto e per la gestione delle donne con agitazione psico-motoria in pre-partum. Un ulteriore aspetto da considerare, scrivono gli ispettori, “è l’integrazione tra l’ospedale ed il territorio per la gestione delle donne con indice di massa corporea elevato e con significativo aumento di peso in gravidanza: pertanto, è necessario che siano elaborati specifici PDTA che devono essere condivisi tra Ospedale e consultorio, per la definizione e gestione delle situazioni di rischio”.

In merito al caso di Giovanna Lazzari, all’ottavo mese di gravidanza, morta giovedì 31 agli Spedali Civili di Brescia, gli ispettori sottolineano che “l’esame della documentazione ha mostrato un certo disallineamento rispetto ai colloqui intercorsi con il personale dell’ospedale coinvolto nei fatti ed alla prima relazione sintetica (fornita dalla Direzione aziendale), e ha fatto emergere alcuni aspetti di criticità sia di carattere organizzativo, sia clinico. La comunicazione con i parenti, con i mezzi di informazione e tra i professionisti richiede azioni correttive, anche in base a quanto previsto dalle Linee guida del 2011 per gestire e comunicare gli eventi avversi in sanità”.

Dal punto di vista organizzativo, invece, “è necessario predisporre e diffondere procedure che permettano una chiara definizione del percorso assistenziale e delle responsabilità ad esso connesso. E’ emersa inoltre la necessità di migliorare la valutazione delle condizioni di rischio potenzialmente presenti in gravidanza e al momento del ricovero, con particolare riferimento alla problematica delle infezioni, nonché la necessità dell`aderenza a linee guida sul trattamento della sepsi, trattandosi di patologia ad elevata letalità”.

Sul caso di Marta Lazzarin, al settimo mese di gravidanza, deceduta il 29 dicembre all’ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa, “la gestione dell`emergenza, su un piano comunicativo, non è stata adeguata, creando forse delle aspettative nei familiari sull`esito delle cure. Da sottolineare la non adeguata gestione del dolore. Da un punto di vista clinico, è emersa la necessità di aumentare negli operatori l’aderenza alle procedure relative alle condizioni di rischio che possono essere presenti in gravidanza, con particolare riferimento alla problematica delle infezioni. Peraltro è stata somministrata terapia antibiotica iniziale appropriata al quadro di infezione sospettato”.