Pronto soccorso: assegnazione del codice colore (triage)

21 Gennaio 2016

Triage

Il termine triage deriva dal verbo francese “trier” e significa scegliere, classificare e indica quindi il metodo di valutazione e selezione immediata usato per assegnare il grado di priorità per il trattamento quando si è in presenza di molti pazienti.

L’applicazione del triage nel Pronto Soccorso è motivata dall’aumento progressivo degli utenti che vi afferiscono, soprattutto di casi non urgenti. Tale metodo consente di razionalizzare i tempi di attesa in funzione delle necessità dei pazienti, utilizzando quale criterio di scelta le condizioni cliniche degli stessi e non il criterio dell’ordine di arrivo.

A livello ospedaliero, la funzione di triage è attivata nelle unità operative di pronto soccorso-accettazione con oltre 25.000 accessi per anno e nei presidi che, pur essendo al di sotto dei 25.000 accessi, si trovano ad operare in condizioni di flussi periodicamente elevati ed irregolari (turismo stagionale, fiere, manifestazioni, ecc.).

Il triage è svolto da personale infermieristico esperto e specificatamente formato che, valutando i segni ed i sintomi del paziente, identifica le condizioni potenzialmente pericolose per la vita ed attribuisce un codice di gravità al fine di stabilire le priorità di accesso alla visita medica. L’infermiere, presente nella zona di accoglimento del pronto soccorso, opera sotto la supervisione del medico in servizio e secondo protocolli predefiniti e approvati dal responsabile del pronto soccorso o del dipartimento di emergenza-urgenza (D.E.A.).

L’attivita’ del triage si articola in:

  • accoglienza:
    raccolta di dati, di eventuale documentazione medica, di informazioni da parte di familiari e/o soccorritori, rilevamento parametri vitali e registrazione;
  • assegnazione codice di gravità: 
    tali codici, in analogia con i criteri definiti dal decreto del Ministero della Sanità del 15 maggio 1992, articolati in quattro categorie ed identificati con colore sono:

codice rosso: molto critico, pericolo di vita, priorità massima, accesso immediato alle cure;

codice giallo: mediamente critico, presenza di rischio evolutivo, possibile pericolo di vita;

codice verde: poco critico, assenza di rischi evolutivi, prestazioni differibili;

codice bianco: non critico, pazienti non urgenti;

Altri Codici colore:

codice nero: viene assegnato al paziente deceduto

codice arancione: indica che il paziente è contaminato e viene assegnato in presenza di     un’emergenza NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico).

codice blu: significa “funzione vitale compromessa” e viene assegnato fuori dal reparto ospedaliero, dal personale di soccorso che sta effettuando operazioni di rianimazione come il BLS (Basic Life Support) o la defibirillazione con defibrillatori automatici (DAE).

Durante l’attesa può succedere che le condizioni del paziente vadano peggiorando; in questo caso è possibile cambiare il Codice colore, assegnandone uno fra quelli più urgenti.

Di solito all’interno del Pronto Soccorso, viene data la precedenza ai bambini, alle persone anziane e alle donne in stato di gravidanza, indipendentemente dai loro sintomi.

Il Codice Bianco è soggetto al pagamento del ticket di 25 euro per la prestazione di Pronto Soccorso, ad eccezione di determinate categorie, come i disoccupati, gli invalidi, i titolari di pensioni minime o sociali, le persone con più di 65 anni di età e sotto ad un certo limite di reddito, le persone in possesso di una esenzione per patologia ed i bambini fino ai 14 anni. Ogni Pronto Soccorso ha la facoltà di decidere in che modo applicare la suddetta normativa.

  • gestione dell’attesa:
    i pazienti in attesa della visita medica possono variare (migliorare o peggiorare) le proprie condizioni cliniche, è quindi parte integrante dell’intero processo di triage la rivalutazione periodica della congruità dei codici colore assegnati.