Cancellati i bonus per gli ospedali. Troppi parti cesarei

25 Gennaio 2016

L’Italia è uno dei Paesi con il più alto numero di parti cesarei. Questo perché gli ospedali riescono a farne una fonte di guadagno. Ma Lombardia e Lazio stanno intervenendo tagliando i bonus regionali

parti cesarei

L’agenzia delle Regioni ha da poco pubblicato il Piano Nazionale Esiti. “Il parto cesareo – si legge nel documento – rispetto al parto vaginale comporta maggiori rischi per la donna e per il bambino. Dovrebbe essere effettuato solo in presenza di indicazioni specifiche”. Ma mettendo a confronto i dati raccolti, appare evidente che l’Italia supera di gran lunga le soglie consigliate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il motivo? Le Regioni, a fine anno, contano gli interventi e a seconda del numero e del tipo di operazione chirurgica versano i contributi agli ospedali. Il parto cesareo è alto in classifica e fa guadagnare parecchi quattrini agli ospedali.

La Lombardia e il Lazio però, stanno cercando di arginare questo fenomeno con una tecnica precisa: chi farà il parto cesareo inutilmente perderà parte dei rimborsi regionali. La regione Lombardia cerca di incanalare gli ospedali nella giusta direzione anche con i bonus. Infatti, gli ospedali che faranno il parto cesareo solo quando necessario riceveranno un bonus che verrà sommato ai contributi regionali.

Per stabilire quando servirà il cesareo, gli ospedali dovranno affidarsi ad uno schema internazionale che divide le donne incinte a seconda delle loro condizioni santiarie. Questi escamotage adottati dalle Regioni consentiranno agli ospedali italiani di allinearsi alle norme seguite da tutto il mondo.

Di Serena Pizzi