Stato di emergenza e green pass: ipotesi proroga fino all’estate 2022

2 Novembre 2021

L’esecutivo è pronto al rinnovo per tenere in piedi la struttura commissariale di Figliuolo e procedere con le terze dosi. Ma l’iter di approvazione sembra ostico

L’obbligo di esibire il green pass nella vita sociale e anche al lavoro accompagnerà quasi sicuramente gli italiani anche nel 2022, almeno fino a marzo ma più probabilmente fino all’estate. I numeri dicono che l’epidemia è già in risalita a inizio autunno e in prospettiva il certificato verde secondo il Governo può essere ancora molto utile per tenere a bada il virus durante i più temibili mesi invernali. Ma l’Esecutivo punta ad estendere anche lo stato di emergenza che si concluderà formalmente a fine anno dopo quasi due anni di proroghe con la prima dichiarazione partita il 31 gennaio 2020 con il Governo Conte.

Tra due mesi potrebbe essere necessario prorogare ancora lo stato di emergenza per tenere in piedi la struttura commissariale guidata dal generale Figliuolo per consentirgli gli acquisti di vaccini e medicine (stanziati quasi 2 miliardi nella manovra) e procedere più facilmente con le terze dosi negli hub, oltre che per allungare la vita al Comitato tecnico scientifico. Due passaggi – quello dell’estensione del pass e della proroga dello stato di emergenza – che si annunciano difficilissimi per la maggioranza e l’Esecutivo, una vera e propria forca caudina, visto che sarà obbligatorio passare per il Parlamento.

Un iter parlamentare tortuoso

Se il governo sceglierà di utilizzare lo stato d’emergenza anche nel 2022 dovrà infatti farlo con una norma primaria, non potendo più prorogare quello attuale con un semplice passaggio in consiglio dei ministri. E stavolta l’approdo in Parlamento potrebbe far salire molto le fibrillazioni all’interno della maggioranza che sostiene l’Esecutivo.

Se per il ministro della Salute Roberto Speranza il Governo sarebbe pronto a decidere di rinnovare «senza timore» se dovesse esserci la necessità, nei giorni scorsi il leader della Lega Matteo Salvini ha chiesto invece che «con il 2021 si chiuda anche la necessità del green pass». Di tutt’altro tenore il parere del ministro degli Esteri e Cinque Stelle Luigi Di Maio che ha ribadito che per evitare lockdown e coprifuoco, che stanno tornando in altri Paesi, bisogna andare avanti con il green pass. Insomma il passaggio in Parlamento si annuncia tutt’altro che facile per l’Esecutivo guidato dal premier Draghi che però sul Covid finora ha sempre tirato diritto.

A preoccupare del resto sono i numeri dell’epidemia che dopo settimane di relativa calma da una decina di giorni sono in chiara risalta: +40% i contagi in una settimana e soprattutto i ricoveri ordinari che tornano a crescere ( +109, +10% in una settimana) mentre le terapie intensive si muovono di meno (+23 in 7 giorni), ma queste però aumentano sempre per ultime. E con Trieste che fa i conti con i contagi lasciati dalle proteste No Pass dei giorni scorsi. Il tasso di infezione è schizzato a 350 casi per 100mila abitanti negli ultimi 7 giorni, il triplo rispetto al resto della regione. Numeri che riportano indietro la città all’autunno del 2020 e che ha costretto il prefetto a vietare le manifestazioni a piazza Unità d’Italia almeno fino a fine anno.

La buona notizia è che i vaccini finora funzionano soprattutto contro le forme gravi: secondo gli ultimi dati dell’Iss chi non è immunizzato rischia sette volte di più di finire in ospedale e undici volte di morire. Intanto oggi o domani l’Aifa potrebbe esprimersi sulla necessità di un richiamo per chi ha fatto il mono dose di Johnson & Johnson.

di Marzio Bartoloni

ilsole24ore.com